Questa festa prende vita da una drammatica storia vissuta dall'intera popolazione di Rosasco nel mese di ottobre dell'anno 1720.
Quando il fiume Sesia, dopo dieci giorni di pioggia battente con il grado di forte intensità, travolse con una vorticosa piena, quasi l'intero spazio delle campagne relative il paese. Le sue acque, ingrossatesi a dismisura, stavano immettendosi a ridosso dell'abitato. In quelle ore decisive, lo scenario della paura fu affidato alla "preghiera comunitaria" largamente partecipata. I rosaschesi si raccolsero nella Chiesa Parrocchiale e, guidati dal Rettore Pietro Francesco Capelli, attinsero dalla profondità dell'anima religiosa, l'intenzione di suffragare, in modo singolare e in perpetuo, le ANIME DEL PURGATORIO invitate ad intercedere presso Dio per l'accoglimento della pressante invocazione d'aiuto.
Per adempiere al voto alle anime del Purgatorio fu costruito un monumento funebre che ricorda visibilmente la sacralità della "promessa". Questa festa risale al 1750 e viene celebrata ogni anno con due Ufficialità Solenni a partire dalla seconda domenica di Settembre. Il monumento del mortorio reca queste quattro scritte che incarnano la fede nell'aldilà e il vero significato della vita che "viene da Dio e a Dio ritorna". Eccole in una traduzione letterale:
1) L'amore verso i defunti, è motivo di grande onore per il nome cristiano.
2) Con devotissime mani, nel bacio di Cristo, i cittadini offrono sacrifici funebri per la vita dei fratelli defunti, ogni anno in perpetuo.
3) Le preghiere e le lacrime sono grandissimo dono per le spoglie umane.
4) I rosaschesi pregano con solenne ufficio espiatorio, per ottenere la beatitudine eterna promessa da Cristo per l'anima dei fedeli.